jeudi 1 novembre 2007

La revanche...

Ce vendredi 26 octobre avait lieu à Grossetto l'Erasmus Day, une journée de conférences et de rencontres autour du thème de l'Europe des jeunes, et du programme d'échange Eramsus. A cette occasion, le président du groupe Erasmus de Sienne cherchait des volontaires pour une présentation de cinq minutes de notre expérience erasmus jusqu'à présent. Volontaires, un pas en avant, et me voilà embarquée à préparer (ne laissons rien au hasard) un speech... en italien. Ci dessous le texte le plus long que j'ai jamais écrit en italien. C'est le premier. La grammaire et la syntaxe ont été revues et corrigées, mais le vocabulaire est de moi (sponsorisé par Hachette Français-Italien.)

Pouvoir enfin m’exprimer en italien constitue une première victoire, même si elle vient au prix de nombreux efforts. Peu importe, elle a comme un petit goût de revanche sur ces semaines de silence et de frustration. Aujourd’hui, j’ai pris leurs mots pour exprimer mes sentiments. C’est maintenant que l’échange commence vraiment.

Io sono arrivata alla stazione di Siena sabato primo di settembre alle otto della sera. Per fortuna, avevo conosciuto in Francia una ragazza italiana che studiava a Siena ; quindi, un suo amico è venuto a prendermi alla stazione, e mi ha offerto l’ospitalità, finché trovassi una stanza. Io non parlavo nemmeno una parola d’italiano – non l’avevo mai studiato prima. Subito dopo avere lasciato le valige a casa sua, lui mi ha portato a prendere l’aperitivo – non c’era migliore maniera di iniziare un anno d’Erasmus in Italia ! “aperitivo”, la prima parola che ho imparato ! E poi, lui mi ha presentato a una mezza dozzina dei suoi amici, cui nomi non ho potuto né capire né ricordare. Siamo comunque andati tutti insieme a cenare in un ristorante. La situazione mi è sembrata surreale ; non ho capito assolutamente niente di tutto quello che fu detto a tavola, ma ascoltavo la musica della lingua, provando disperatamente di ricordare alcune parole. Ma che importanza aveva ? Io stavo già vivendo un’altra vità, in un altro mondo. Antipasti, formaggi, primo, secondo, contorno, tutte queste cose erano tutte delle novità per me !
Nei primi giorni in questo mondo, mi stavo meravigliando di tutto. Mi sentivo –e mi sento sempre – come un’avventuriera, pronta ogni mattina ad esplorare questo paese sconosciuto, affascinante, pieno di sorprese...Perché tutto quello che per voi è routine, abitudine, mi sembra sempre stravaganza, novità.

Ma accanta a questa sete per le scoperte, viene un’intensa, intensa frustrazione. Non parlo la vostra lingua, la sto imparando. Provate immaginarvi quello che puo sentire una persona chiusa nel silenzio. Diventavo pazza di avere perso la capacità di esprimermi. Vedevo cose e paesagi che nessuna foto avrebbe potuto catturare, sentivo odori unici, che nessun profumo avrebbe potuto ricostituire, vivevo momenti ed esperienze che nessuna parola poteva descrivere. I sentimenti bollivano dentro, e non potevo esprimerli. Da questa frustrazione sono appena uscita – essendo questo discorso il più lungo che non ho mai fatto in italiano.

Ma questa frustrazione, questa frontera che ci imporre la lingua fa parte del erasmus, ne è un male necessario. Infatti, questa incapacità ad esprimersi, ci obbliga a tacere, e ad ascoltare un po’... Non è per niente facile, ma è necessario... Questi sforzi ci ricordano che le più belle ricompense della vità costano molta perseverenza, e molta pazienza. E la ricompenza dell’Erasmus le supera tutte. Ogni amizie che ho fatto, ogni incontro con uno di voi è favoloso, precioso, ùnico come se fosse un gioiello. E se infatti, ciascuna di queste amizie che ho fatto, se ciascuno di questi incontri che ho fatto fosse veramente un diamante, la mia ricchezza avrebbe già superato quella di Bill Gates. Da cinque volte. Almeno.

Allora per finire, vi vorrei soltanto ringraziare, per la vostra accoglienza oggi in Grossetto, ma sopratutto quest’anno in Italia.

E se dovete ricordare soltanto tre parole per descrivere l’Erasmus, vi consiglierei queste :

Scoperta – Incontro – Ricchezza.
C.

3 commentaires:

POC a dit…

Joli texte. Je crois qu'il reste des erreurs quand même (pas tjs sûr à 100% non plus)

Célimène a dit…

Il en reste, il en reste, des fautes d'orthographe, des tournures maladroite... le but du jeu étant de les corriger moi-même à la fin de cette année... Histoire de jauger les progrès !

Piero a dit…

si c'est un exercice d'auto-correction, je ne dis rien !